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Trasparenza soft per il Terzo settore

Gli obblighi di trasparenza per gli enti non commerciali, attivati dalla legge sulla concorrenza (legge 124 del 1017) a decorrere dall’anno 2018, saranno da interpretare, almeno all’inizio, in versione leggera.

L’ANAC non è stata indicata dalla legge come soggetto vigilante e, quindi, non emanerà linee guida e non comminerà le relative sanzioni; dall’ANAC , infatti, fanno sapere che “l’Autorità anticorruzione non emanerà linee guida, riguardando la legge soggetti privati sui quali l’ANAC non ha alcun titolo per intervenire”. Inoltre, i dati relativi al 2018 andranno pubblicati a partire dal prossimo anno (febbraio del 2019).

La norma si applica a tutti i rapporti tra Terzo settore e Pubblica Amministrazione (associazioni, Onlus, fondazioni che intrattengono rapporti economici con pubbliche amministrazioni, società pubbliche ed enti controllati, “nonché con società controllate di diritto o di fatto direttamente o indirettamente da pubbliche amministrazioni”). Questi soggetti devono pubblicare entro il 28 febbraio di ogni anno, nei propri siti o portali digitali le informazioni relative a “sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere ricevuti dalle medesime pubbliche amministrazioni e dai medesimi soggetti nell’anno precedente”.

Restano pertanto dei dubbi sull’applicazione pratica degli obblighi di trasparenza per il Terzo settore dal momento che, usando parole dell’ANAC, “il dettato (…) non stabilisce a chi spetta la vigilanza, chi è tenuto a irrogare le sanzioni (…)”.

Fonte: Il Sole 24 Ore del 14/02/2018, Giuseppe Latour